Avrei voluto incorniciare alcuni schizzi del mio moleskine, a mio uso esclusivo. Ma tagliare i fogli del moleskine??ORRORE! e allora ne ho fotografati alcuni, poi li ho stampati su carta Canson Mi-Teintes 160 gr e ho predisposto i relativi paspartout. Sono degli autentici falsi, ma è divertente e sembrano veri!
sabato 3 luglio 2010
Arte digitale
Non sembra, ma lo è. E' solo un piccolo divertimento.
Avrei voluto incorniciare alcuni schizzi del mio moleskine, a mio uso esclusivo. Ma tagliare i fogli del moleskine??ORRORE! e allora ne ho fotografati alcuni, poi li ho stampati su carta Canson Mi-Teintes 160 gr e ho predisposto i relativi paspartout. Sono degli autentici falsi, ma è divertente e sembrano veri!
Avrei voluto incorniciare alcuni schizzi del mio moleskine, a mio uso esclusivo. Ma tagliare i fogli del moleskine??ORRORE! e allora ne ho fotografati alcuni, poi li ho stampati su carta Canson Mi-Teintes 160 gr e ho predisposto i relativi paspartout. Sono degli autentici falsi, ma è divertente e sembrano veri!
mercoledì 30 giugno 2010
lunedì 28 giugno 2010
Viaggio in Toscana
Non ero mai stato a Massa Marittima, cittadina ingiustamente trascurata, che può competere per bellezza storia, ambiente con le più famose Pienza, Volterra, Montepulciano. E lì vicino c'è un luogo "magico" e misterioso, l'abbazia di San Galgano. Da vedere, soprattutto in questo periodo, con pochi visitatori. Anche noi lì, nella chiesa sul colle abbiamo la nostra "spada nella roccia"!
21 giugno 2010, ore 14,45
Massa Marittima-cinta muraria
22 giugno 2010
giovedì 24 giugno 2010
Innanzitutto vi ringrazio tutti per i vostri graditissimi commenti che mi sostengono moltissimo. Ora ancora dopo qualche angolo di Corsica... le prime impressioni di questa splendida Toscana.
Eccomi qui, allora, in Toscana, nella provincia di Grosseto, un panorama incantevole, di boschi e paesetti di pietra immersi nella natura! Purtroppo le soste sono brevi, e non riesco a mantenere il ritmo di un acquarello al giorno, ma tutto deve essere armonioso e spontaneo. Io sono soddisfatto così, ancor più dopo i vostri commenti.
Sulla strada che collega Massa Marittima a Siena, casualmente, in una sosta "tecnica", mi imbatto in uno dei tantissimi luoghi visitati da Garibaldi (ma dove non è stato?). Impossibile non registrarlo sul moleskine. All'inizio della stradina di questo casolare c'è una targa che riporto i ntegralmente.
1-2 settembre 1849
Il Gen Garibaldi e il fido Capitan Leggero di qui passarono fuggiaschi accompagnati e protetti con grave rischio dai patrioti: Riccardo Lapin Biagio Serri Domenico Versera
Eccomi qui, allora, in Toscana, nella provincia di Grosseto, un panorama incantevole, di boschi e paesetti di pietra immersi nella natura! Purtroppo le soste sono brevi, e non riesco a mantenere il ritmo di un acquarello al giorno, ma tutto deve essere armonioso e spontaneo. Io sono soddisfatto così, ancor più dopo i vostri commenti.
Sulla strada che collega Massa Marittima a Siena, casualmente, in una sosta "tecnica", mi imbatto in uno dei tantissimi luoghi visitati da Garibaldi (ma dove non è stato?). Impossibile non registrarlo sul moleskine. All'inizio della stradina di questo casolare c'è una targa che riporto i ntegralmente.
1-2 settembre 1849
Il Gen Garibaldi e il fido Capitan Leggero di qui passarono fuggiaschi accompagnati e protetti con grave rischio dai patrioti: Riccardo Lapin Biagio Serri Domenico Versera
mercoledì 23 giugno 2010
Finalmente , dopo vari tentativi, riesco a collegarmi con chiavetta da queslo luogo in mezzo ai boschi della Toscana, dalle parti di Massa marittima (a proposito, stupenda!). Però sono in piedi con il computer sul davanzale della finestra e con la chiavetta che sporge all'esterno.
Mah, comunque, nonostante i 17 gradi e questo giugno che non finisce di stupirmi, posto alcuni appunti della Corsica da cui sono tornato domenica. Non credevo che avrei fatto qualcosa, invece il mio moleskine si è arricchito con alcuni schizzi, realizzati nelle condizioni più impervie, con il vento che mi chiudeva l'album, oppure la scatola degli acquarelli, o con la sabbia che mi ha impastato i colori o l'umidità che ha reso i godet come gomme da masticare.
Avevo scritto anche un piccolo diario illustrato, ma la posizione di lavoro non mi consente di far di più. Un caro saluto a tutti!
Mah, comunque, nonostante i 17 gradi e questo giugno che non finisce di stupirmi, posto alcuni appunti della Corsica da cui sono tornato domenica. Non credevo che avrei fatto qualcosa, invece il mio moleskine si è arricchito con alcuni schizzi, realizzati nelle condizioni più impervie, con il vento che mi chiudeva l'album, oppure la scatola degli acquarelli, o con la sabbia che mi ha impastato i colori o l'umidità che ha reso i godet come gomme da masticare.
Avevo scritto anche un piccolo diario illustrato, ma la posizione di lavoro non mi consente di far di più. Un caro saluto a tutti!
venerdì 11 giugno 2010
Estate...speriamo
Cari amici, sabato parto per due settimane di vacanza. La prima in Corsica e la seconda in Toscana. Ma con me ormai porto il mio net book. Per cui, anche se non con continuità maniacale, avrò la possibilità di "controllare" cosa succede nel mondo dei Blogger.
Parto, naturalmente, fornito di macchina fotografica, i miei moleskine e il kit di acquarelli da viaggio. I propositi sono buoni, ma, com'è prevedibile sarò assalito da pigrizia e soprattutto da un pò di ...chiamiamola timidezza, nel tirar fuori gli "arnesi del mestiere".
Spero però almeno di far molte fotografie, materiale indispensabile per i miei acquarelli invernali.
Un caro saluto a tutti
e anche se parto...ci sono sempre
martedì 8 giugno 2010
venerdì 28 maggio 2010
Appunti di viaggio: Stoccolma
Uno dei viaggi più belli che ho fatto è stato quello in Finlandia e Svezia. In Svezia sono stato due volte. Alcuni anni fa sono arrivato fino a Goteborg, (lì mio figlio stava studiando in Erasmus) attraversando in auto Austria, Germania, Danimarca e quindi Malmo. In un'altra occasione, ho visitato Stoccolma (una delle più belle città europee in assoluto) provenendo da Turku in Finlandia con la nave.
Giungere a Stoccolma dal mare è una delle più entusismanti esperienze di viaggio che ho fatto. Si parte con il traghetto da Turku appunto (bella città universitaria della Finlandia) e attraverso uno stupendo arcipelago costituito da migliaia di isolette si arriva, nel tardo pomeriggio e dopo una giornata di navigazione, a Stoccolma, una visione superba ed emozionante. Ho scattato diverse fotografie e mi piacerebbe ricavarne qualche acquarello.
Per il momento ho cominciato con un rapido schizzo sul mio amato moleskine!
Stoccolma
Il Castello dei tulipani
A proposito di fiori, vorrei condividere alcune foto scattate in occasione di una visita al Castello di Pralormo, luogo storico della collina piemontese, vicino a Torino, dove mi sono recato all'inizio del mese. Lì, in una delle pochissime domeniche di tiepido sole, ho potuto rendermi conto delle innumerevoli forme e colori di un fiore notissimo (ma non a me), il tulipano.
Vedere per credere! quelli che ho fotografato sono tutti tulipani coltivati nello splendido giardino del Castello. Che è tuttora abitato ancora dalla famiglia di nobile discendenza, e, forse proprio per questo, conserva intatti gli arredi originali!
mercoledì 26 maggio 2010
E' noto che tra me e i fiori in genere non c'è sintonia, e guardo, spesso con invidia, opere di molti colleghi, e soprattutto colleghe acquerelliste. E tuttavia ogni tanto, sopraffatto da rimorsi nei confronti di questo mondo vegetale, mi cimento in sofferti esperimenti.
acquarello su moleskine
13 X 9 cm
acquarello
35 X 24 cm
lunedì 24 maggio 2010
venerdì 21 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
venerdì 14 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
Moleskine che passione!
lunedì 3 maggio 2010
sabato 1 maggio 2010
martedì 27 aprile 2010
La casa sul fiume 2007/2009
Il soggetto della "casa sul fiume" è per me abbastanza ricorrente, mi piace infatti riprodurre la trasparenza dell'acqua, le atmosfere "umide" di questi luoghi, i riflessi della vegetazione e degli interventi dell'uomo, quando questi si armonizzano con l'ambiente. A distanza di alcuni anni ho voluto riprendere lo stesso soggetto per capire se con il mio lavoro ho acquisito una maggiore (o anche minore) capacità di rappresentare questa tipologia di paesaggio.
Azzardo un mio giudizio. Sono molto affezionato all'acquarello del 2007, perchè rappresenta uno dei miei primi tentativi di "contatto" con l'acquarello. Questo è diventato infatti un pò come un "segno", una sorta di mia presentazione, e così rimarrà.
Nonostante la foto un pò infelice, il secondo acquarello, finito poche ore fa, è senz'altro più calibrato, atmosferico, con un disegno più sicuro, una qualità tecnica che denuncia senz'altro il buon lavoro fatto in questi pochi anni. Forse però potevo renderlo un tantino più incisivo e con colori più brillanti.
Ma...non c'è il due senza il tre!
2007
acquarello
24 X 30 cm
2010
acquarello
43 X 34 cm
Sullo stesso tema, posto, per completezza, altri tre acquarelli realizzati negli anni scorsi.
2009
casa sul fiume (variazioni sul tema)
42 X 27 cm
2008
casa sul grande fiume
42 X 30 cm
2007
la casa sul fiume
33,5 X 32 cm
giovedì 15 aprile 2010
martedì 13 aprile 2010
domenica 11 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
Memorie di vecchi tempi: - vol 2° / 3 - L'arrivo a Napoli
L'impatto con la nuova città, in verità, non fu dei più felici. Si era ai primi giorni di luglio, ed il caldo imperversava ormai in pieno. Dalla fresca e tranquilla Bologna ci trovammo immersi in una specie di Babilonia, fatta di rumori assordanti, nelle strade colme di passanti gesticolanti e vivaci, di sole caldissimo, di ragazzetti vocianti che sbucavano da tutte le parti, uscendo dalle strettissime vie laterali, i famosi vicoli di Napoli, i quali, fra parentesi, ci colpirono vivamente con tutti quei panni colorati che sventolavano appesi da una parte all'altra dei vecchi palazzi fitti fitti di balconcini. Carri pieni di mattoni o di altra pesante merce percorrevano a sbalzelloni il selciato ineguale del largo corso Garibaldi, trainati da grossi, robusti cavalli, altra novità per noi; non ci sfuggì però la bellezza del cielo azzurrissimo, e la delizia del venticello fresco e profumato che a tratti spirava dal mare mitigando l'arsura (noi si andava verso la marina, dove avremmo abitato) e che ci accarezzava piacevolmente il viso.
Tante impressioni contrastanti si contendevano il nostro animo, ma la felicità che irradiava il volto di nostra madre ci compensava di tutto, e subito fummo felici della sua felicità.
Per la prima volta avremmo abitato in una caserma; ciò era dovuto all'obbligo fatto da mio padre della sua presenza continua sul posto di lavoro, dove erano i magazzini viveri militari, dei quali era consegnatario; il suo lavoro consisteva quindi nel consegnare, presenziare e regolare la distribuzione degli stessi ai vari reggimenti e caserme site in Napoli e nella provincia, lavoro faticoso e di grande responsabilità; per esempio, poichè queste consegne, a causa di orari prestabiliti, si dovevano effettuare dalle tre e mezzo alle quattro del mattino, mio padre era costretto ad alzarsi a quell'ora ogni mattina, con il personale addetto, e presenziare e sorvegliare che tutto fosse eseguito alla perfezione!
Giunse finalmente la "carrozzella", tipico mezzo napoletano di trasporto, aperto e tranquillo, nella piazza di porta Capuana, svoltò a destra, e là si fermò; c'era un largo spazio vuoto, davanti al porto, dove si ergeva, è la parola giusta, una specie di grigio castelo merlato, non molto alto, due o tre piani credo e ciononostante piuttorto imponente, con la sua brava torre antica da un lato, ed un grande portone scuro al centro; a destra ed a sinistra di queste, due garitte con due sentinelle, debitamente armate di fucile; una gran quantità di soldati entrava e usciva frettolosamente da questo portone, ed ognuno di loro doveva ogni volta salutare la sentinella, portando la mano alla visiera del berretto.
Questo fu dunque il luogo dove avremmo abitato durante tutto il nostro soggiorno napoletano; in esso erano approntati, oltre al nostro, ancora due o tre appartamenti, per altri ufficiali ed impiegati dei vari servizi, con le loro famiglie, con alcune delle quali stringemmo una grande amicizia.
Abitare in una specie di castello credo sia stato sempre il sogno delle bimbe romantiche, e questo ad un tratto si verificava per noi! Anche se ancora un pò frastornate dal viaggio, questo fatto ci piacque, per quanto la realtà fosse piuttosto diversa dal sogno: niente lussi, niente giardini fioriti, una semplicità davvero spartana dappertutto; c'era soltanto quel via vai di persone affaccendate, militari e civili che animavano l'androne lunghissimo a perdita d'occhio; tuttavia, almeno apparentemente, un castello era pure, e l'appartamento che ci era stato assegnato era piuttosto bello, grande, e con un terrazzo enorme, che prendeva tutto il piano superiore dell'edificio (la nostra casa si trovava al terzo piano) una vastità tale da poterci andare sopra in bicicletta, circondato da alte mura merlate, e che andava da via Marina fino alla piazza della Porta Capuana, l'edificio essendo grandissimo; esso comprendeva infatti, oltre ai magazzini viveri, anche il complesso per la panificazione, con le sue macchine impastatrici, che lavoravano anche di notte, con un ritmo cadenzato, sordo (che mi dava tanta sicurezza, paurosa come ero di eventuali ladri!) ed i grandi forni a legna dove si cuoceva il pane per i soldati (spesso il profumo del pane appena sfornato si spandeva nell'aria ed era delizioso); poi ancora il magazzino vestiario, dove c'erano le divise nuove per le reclute, e naturalmente tutti gli uffici per i vari sevizi.
Tornando al grande terrazzo, certo scorazzare a piacere, con i nostri piccoli amici, su tanto spazio libero, fu almeno per Marcella e me, una grande felicità; per Teresa era diverso, ormai quasi una signorinetta, non prendeva parte ai nostri giuochi ancora un pò infantili, e, come sempre si estraniava da essi; a lei piaceva leggere, più che altro, forse, per esplicare il suo buon gusto ed il suo istinto tutto femminile di dedicarsi ad un lavoro creativo e gentile.
Comunque, ripensandoci, non era poi cosa tanto comune abitare in una caserma, dove la vita dei militari è regolata da vari squilli di tromba, che ben presto imparammo a riconoscere e, perchè no, anche ad amare; c'erano trombettieri bravi, ce la mettevano tutta a suonare con vivacità e precisione, e la cosa ci divertiva sempre; certe volte stonavano miseramente ed allora ridevamo come matte. I segnali più simpatici: il richiamo della sveglia del mattino, molto vivace e brillante, poi quello dell'ora del rancio, cioè il pranzo dei soldati, la classica "la zuppa s'è cotta venite a mangiar"; infine, oltre agli altri richiami, piuttosto numerosi, il più patetico e dolce era certamente il "silenzio", eseguito alle nove di sera, quando tutti i soldati erano rientrati in caserma e bisognava dormire: dolce, disteso e lento, a me piaceva moltissimo.
Tutto questo movimentò subito la nostra vita, in principio, poi l'abitudine attenuò il divertimento, pure ci fu sempre caro ascoltare quelle note musicali che scandivano il tempo, le ore; ci ricordavano una vita che si svolgeva accando a noi, del tutto diversa dalla nostra eppure interessante, piena di animazione e di significato, e ci impediva di sentirci mai veramente soli, era proprio come avere sempre una gradevole compagnia!
In quanto all'epoca di costruzione del nostro "castello" francamente non saprei dire nulla di preciso; in verità credo che più che un vero castello questo edificio sia stato, in lontani tempi, piuttosto una fortezza militare a difesa della costa, contro gli assalitori, per la sua posizione che fronteggiava il mare; indubbiamente era stato restaurato e ricostruito più volte, conservando però, con la sua corona di merli che lo sovrastava, un aspetto inusuale e romantico...Inoltre la torre ad esso attaccata, grande, di colore oscuro e quasi minaccioso, di forma rotonda, con piccole finestre e tante feritoie quasi nascoste, in primavera, da verdi foglie e fiorellini, era certamente molto antica, forse del '500, chissà; pare che sotto il dominio dei Borboni fosse adibita a prigione di stato, ed in essa furono rinchiusi, di volta in volta, i patrioti rivoluzionari dei vari movimenti antiborbonici, fra i quali Eleonora Pimentel Fonseca, che, poveretta, vi risiedette vari mesi prima di essere giustiziata senza pietà.
Del tutto inoffensiva, ormai, la vecchia torre ancora resisteva nel tempo; nelle sue feritoie a centinaia avevano fatto il loro nido moltissimi piccioni, che svolazzavano spesso da una parte all'altra dell'edificio, e, quando a mezzogiorno tuonava nel cielo il colpo del cannone della fortezza di S.Elmo, là, sulla collina del Vomero, e le sirene delle grandi navi attraccate al porto suonavano tutte insieme per segnalare il mezzogiorno, tutta la tribù dei colombi volava in alto nel cielo, ed a stormi faceva numerosi giri intorno alla loro torre, quasi per salutarla e manifestare la loro gioia di vivere!
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