venerdì 1 agosto 2014

Milano come Berlino?



Ieri, approfittando di una delle poche giornate soleggiate di questra incredibile estate, sono andato a Milano.
Era mia intenzione  ripercorrere la zona tra la stazione Garibaldi e e Porta Nuova, che è stata oggetto negli ultimi anni di una grande trasformazione urbanistica, pari a quella che è avvenuta sugli originari siti della Pirelli Bicocca, con la costruzione della omonima Università e al Portello (sede storica della Fiera di Milano).

Erano almeno 10 anni che non mi recavo in questa zona, da me giornalmente frequentata per molto tempo. Infatti scendendo dal treno alla Stazione Garibaldi, percorrevo il lungo tratto di strada tra la stazione Garibaldi e il grattacielo Pirelli, sede della Giunta Regionale, dove lavoravo. Tutta quella zona era una grande area non edificata, un grande comprensorio facente parte,  un tempo, della  orrenda periferia di Milano. 
Soprattutto la sera, facendo il percorso inverso verso la stazione, dovevo guardarmi intorno con circospezione  accelerando il passo nel buio delle serate invernali per raggiungere il più velocemente possibile la mia meta.
Su questi terrapieni un po' sollevati rispetto alla strada spesso si insediavano carovane di zingari o circhi di terz'ordine, mentre sul terrapieno verso Porta Nuova c'erano le cosiddette "Varesine" (luogo dell'antica stazione di Porta Nuova ove si attestava principalmente la linea ferroviaria per Varese), una zona permanente di giostre e baracconi, decisamente poco frequentabile. 


le "Varesine "nel 1975

Tutta questa zona, destinana dal PRG del 1953 a centro direzionale, fu oggetto di una lunghissima contesa tra proprietario delle aree e Comune di Milano, che si sbloccò solo nel 2004 con l'approvazione del piano di riqualificazione dell'area e l'avvio della sua urbanizzazione. Questa in estrema sintesi la storia, che peraltro è molto complessa.

Ma veniamo a ieri. L'immagine che avevo delle aree è quella che si vede nella foto.
Sono rimasto quindi veramente stupefatto dalle trasformazioni messe in atto in questi anni. Mi son trovato in un ambiente urbano di respiro europeo, per un momento ho pensato di essere a Berlino, citta' che ho visitato qualche anno fa. Un insieme di edifici di grande qualità architettonica, disimpegnati da un bel percorso pedonale sopraelevato che collega la Stazionie con Porta Nuova.  


Piazza Gae Aulenti

Su questo percorso ho fatto una sosta al caffè/ristorante/libreria Feltrinelli per uno spuntino, un luogo dove se sei depresso puoi recuperare il buon umore, sorseggiando un caffè e sfogliando qualche novità editoriale. 


La Feltrinelli

Dalla piazza si fa decisamente notare il grattacielo dell'Unicredit e la residenza denominata "bosco verticale" progettata da Stefano Boeri. Passeggiando sul percorso pedonale, ho attraversato la passerella sopra viale Gioia, scendendo poi verso Porta Nuova. Tutto sommato mi sono riorientato, nonostante la notevolissima  trasformazione urbana. Dalla piazza infatti si può apprezzare l'accostamento tra la il nuovo quartiere e l'antico quartiere dell'"isola", anch'esso recuperato .

Il bosco verticale


Unicredit

            Verso Porta Nuova







E qui, a Porta Nuova, sono entrato a Eataly, una delle nuove "emergenze" milanesi, vicinissima a corso Como, uno dei luoghi della movida notturna milanese. L'ho trovata un posto decisamente piacevole, affascinante e allegro. Qui ho potuto apprezzare un fritto misto, una sorta di prova del nove sulla qualità del luogo. Eataly è stato realizzato recuperando la vecchia e gloriosa sede del Teatro Smeraldo. Lo spazio del palco è stato mantenuto per far musica soprattutto nelle ore serali. 





Infine una curiosità: a pochi passi da Eataly, su una vecchia casa c'è una lapide che testimonia la presenza in questo luogo  negli anni 30 di Ho Chi Minh!


E allora, amici, se capitate a Milano, insieme al centro, allo shopping in via Montenapoleone, ai musei di Brera, Poldi Pezzoli, Castello sforzesco, a Piazza Duomo, alla Galleria e alla Scala,, venite qui al centro direzionale di Garibaldi e Porta Nuova, qui si si respira un po' di Europa!


martedì 29 luglio 2014

sabato 7 giugno 2014

Dakota pastel

Sono molto orgoglioso della mia nuovissima cassetta portatile per pastelli che ho trovato sul sito Dakota pastel. E' incredibile che nel mercato americano possa sussistere uno store che tratta solo materiali per pastelli! Questa pastel box e' arrivata in meno di una settimana dagli Stati Uniti, ad un costo tutto sommato accettabile, anche se potevano essere evitati i costi di sdoganamento calcolati anche sui costi di viaggio. La tavolozza, invece, formata da 150 colori  c.a., e' stata composta da pastelli Unison e  Block, acquiststi tramite i bellissimi siti Bellearti.net e Mondo - artista.




martedì 27 maggio 2014

Ritratti



Rivedendo le foto del mio recente viaggio in Iran ho pensato che di fronte alla  commovente bellezza di questa adolescente ragazza iraniana dovevo tentare di cimentarmi nella difficile arte del ritratto. Questa è la prima impronta a disegno in matita su carta da pacco preparata per pastello.



venerdì 9 maggio 2014

Acquestello, water-pastel colour o, più semplicemente, "pastello"

Ecco questa tecnica dove cerco di realizzare una sintesi tra acquerello e pastello. In realtà qui non ci sono pigmenti di acquerello, ma solo molta acqua. Acqua e pastello, sfruttando quindi le sue proprietà di solubilità. La sintesi avrà forse la sua massima espressione quando realizzerò un sottofondo di vero acquerello. 




32 x 39 cm
12,6 x 15 inch

lunedì 7 aprile 2014





pastello 
16 x 20



                                                                                    pastello
                                                                                    24 x17

venerdì 4 aprile 2014

Pastellando


Insisto ancora con i pastelli, se non altro per giustificare l'investimento fatto negli anni scorsi e anche recentemente. In atelier a Milano da tempo ho oltre 200 pastelli, e a casa recentemente ne ho acquistati una settantina. E, rispetto alle necessità, sembrerebbero ancora pochi. Basta vedere gli studi dei "veri" pastellisti per capire;  come quello, ad esempio, di Barbara Benedetti Newton, una bravissima pastellista Newyorkese, che osservo da tempo con tanta, tantissima invidia.
Peraltro non ho ancora trovato un manuale utile allo scopo. A questo proposito  si accettano consigli e suggerimenti.
Anche qui sono ossessionato dai supporti. Non ho capito che cosa usino i "veri" pastellisti. Io ho usato nel passato la carta appropriata, una sorta di carta vetrata (ma vetrata non è) che costa però cento volte. Allora mi sono ingegnato e ho trovato un gesso acrilico addizionato con pomice, che opportunamente diluito stendo sul foglio teso a telaio e lascio poi ad asciugare. Così posso disporre di carte a costi molto bassi, come una semplice carta da pacco trattata come sopra.
Lavoro soprattutto in atelier dove la polvere di pastello che si forma e si propaga piacevolmente nell'ambiente non rappresenta un incubo. A casa ho iniziato a lavorare su piccole superfici per evitare il più possibile questo inconveniente.
E se tornassi all'acquerello?



pastello
16 x 23

giovedì 27 marzo 2014

martedì 4 marzo 2014

Prove tecniche





Canal du midi
pastello e acqua*



*Sfruttando le caratteristiche di solubilità dei pastelli si usano anche pennelli e  acqua
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