domenica 3 agosto 2014

Quale carta giocare ? (aggiornamento 2014)

Sottotitolo: Il tormento e l'estasi dell'acquarellista
Nonostante siano ormai oltre due anni che pratico a tempo quasi pieno l'acquarello, devo dire che non ho ancolra "eletto" la mia carta preferita. Si sa, per noi acquerellisti la carta di supporto è un mezzo fondamentale , è una ricerca continua, quasi una mania, un pò come per i pennelli. La scelta è abbastanza ampia, ma per fortuna, non troppo, diversamente mi perderei e spenderei un patrimonio. Innanzitutto, carta in blocchi o in fogli? Questo è un dilemma in cui mi sono dibattuto a lungo (e non ho ancora del tutto risolto). Per non sbagliare ho a disposizione ambedue, ma i miei acquarelli minimamente presentabili su blocchi sono pochissimi. Nonostante si presentino in fogli preincollati molto rigidi, in realtà è difficile evitare fastidiosi rigonfiamenti quando viene acquerelata. Ma sicuramente il blocco è abbastanza pratico. Ho però anche il sospetto che vi sia differenza, pun trattandosi dello stessa carta, tra quella in blocchi e quella in fogli. Per la cronaca io uso blocchi di carta Canson Fontenay 300g 100% cotone ( ma preferisco i fogli singoli, che mi sembrano meno "assorbenti") Carta in fogli. Premetto che io uso sempre bagnare la carta e incollarla su telaio (quelli per le tele per intenderci). Questo è un metodo facile e pratico, che consente di lavorare con carte anche piuttosto leggere. La carta prebagnata e incollata su telaio si tende come un tamburo. Posso ben dire che è la cosa che so fare meglio. Ho provato a tendere di tutto, persino la carta da pacco! Inoltre il telaio è leggero e maneggevole. I tipi di carta che uso prevalentemente sono più o meno questi: la Canson Fontanay (già citata) 300g , la Canson Montval sia 300 che 185 g. Quest'ultima è veramente ottima, perchè costa poco e ha una buona resa ( va sempre tesa a telaio ,naturalmente). Una resa ottima è data anche da una carta non dedicata per l'acquarello. E' una carta "storica" della Fabriano, la Ingres. E' una carta leggerissima per disegno, ma devo dire che è un piacere usarla con l'acquarello, e poi, con quella particolarissima trama dà un sapore di antico. La tendo accuratamente su telaio, stando attento di non tirarla troppo quando è bagnata, per evitare rotture quando si asciuga. Poi ci sono alcune carte "speciali", che uso poco perchè le trovo supporti molto difficili. Una di queste è la carta Artem a mano della Fabriano, una carta affascinante, bella solamente a guardarla, ma, ahimè quando si tocca con il pennello si sfalda come niente. Quindi non sopporta il minimo errore, ci vuole mano sicura (che non ho), dosaggi di acqua appropriati, molti insuccessi, ma ogni tanto succede il miracolo! E allora è veramente una grande soddisfazione. La consiglio solo ai "veri" acquerellisti, non come il sottoscritto. Altre carte. La sperimentazione rinnova ogni giorno l'interesse per la pittura, e allora come non citare la carta giapponese, un supporto leggerisssimo e molto assorbente. Va tesa e incollata su tavoletta bagnandola delicatamente con una spugna per non romperla. L'ho usata una sola volta, ma intendo rirovarci prima o poi. E poi, il cartone vegetale. Qui necessità aguzza l'ingegno. Poichè stavo buttando via molto cartoncino di scarto risultante dai passpartout, ho provato a riutilizzarlo come supporto. E' l'antitesi della carta per l'acquarello, però su piccole superfici ogni tanto rende abbastanza. Infine una carta che uso solo quando vado sul Lago di Garda dalla mia amica Adriana Buggino, un'acquarellista che stimo moltissimo. E' stato il mio primo "contatto" con l'acquarello. Quando vado da lei subisco una sorta di "mutazione". Solo lì uso il cartoncino satinato Fabriano per acquarello (penso sia almeno 500 gr) e solo lì uso determinati pennelli di fabbricazione tedesca. I risultati sono di una sorprendente luminosità, come del resto tutti gli acquarelli di Adriana, che in questa tecnica è una grande maestra. Ho lasciato per ultimo argomento il tipo di carta, a grana fine o grossa. Nonostante tutti i manuali parlino di tre tipologie, aggiungendo anche una grana media, io ne conosco solo due. A parte qualche eccezione, uso sempre la grana fine.

Alcuni esempi?


carta Fabriano Ingres


carta Canson Montval 180 gr


carta Canson Fontenay 300 gr



carta Fabriano artistico 300 gr


carta Fabriano Artem fabbricata  a mano


Aggiornamento al febbraio 2012

Tutto sommato non vi sono grande modifiche alle mie preferenze. Per cui lavoro un pò con tutte le carte sopraelencate, ad eccezione della carta Artom, che solo ultimamente ho ripreso (l'ho acquistata cinque anni fa e ne dispongo ancora  qualche foglio). E poi ho rivalutato la carta Fontenay,   e i blocchi. Uso adesso anche la Fabriano artistico, verso la quale nutrivo un pò di diffidenza ed invece si è rilevata una gran carta. Ma le mie preferite rimangono sempre la Canson Montval e la Fabriano Ingres

Aggiornamento 2014
 Il bello è che si può cambiare opinione continuamente. Da molti mesi non uso più nè la carta Canson Montval, nè la Ingres della Fabriano. Esse stanno lì in attesa di un ritorno di interesse. Nel frattempo ho divagato, sperimentato, provato, apprezzato carte diverse. Innanzitutto i cartoncini 450 gr o 600 gr. Molto comodi perchè non richiedono una preventiva tiratura a telaio. Cito il Fabriano artistico il cartoncino Canson "Moulin du roi" e la carta Hahnemuhle. 

Il Fabriano artistico da 600 gr
Carata resistentissima al trattamento, ma un tantino rigida, comoda ma non del tutto soddisfacente. Occorre farci l'abitudine. Dopo qualche tentativo fallimentare ho realizzato alcuni acquerelli "collinari" discreti.
Eccone un esempio



Carta Canson "Moulin du roi"

Questo, invece, è un cartoncino da 450 gr molto morbido che dovrebbe essere adatto per una tecnica bagnato su bagnato, di cui peraltro non sono uno specialista. I tentavivi falliti sono abbastanza numerosi. In questo senso risulta antieconomica. E' una carta che è piacevolissima alla vista e al tatto, ma appena vi si appoggia una pennellata... e non sopporta il disegno (bisogna avere una mano leggerissima).





Non credo che, per il momento, utilizzerò ancora questa carta. Vedremo in seguito. E' una carta che è più bello possedere che usare.

Carta Hahnemuhle

Bella, bella, bella. Una carta soffice e resistente allo stesso tempo. Per il momento ho usato solo grandi fogli da 200 gr in blocco. Con questo non occorre stenderla a telaio ma si ondula un tantino. Quindi è meglio usarla tesa a telaio. Tuttavia, la tipologia di fogli è abbastanza varia, fino a 600 gr. Sopporta benissimo il bagnato su bagnato anche con grammature basse. Penso che proseguirò la sperimentazione con questa carta.






Per il momento è tutto

16 commenti:

  1. Difficile entrare con nuovi contributi se già sei così tormentato, il rischio è che diventi un... tormentone (tipo le mode citate da Laura!). Hai ragione per la Fabriano Ingres, ma non la direi così leggera, al di là del peso. Si presta benissimo per il disegno, risponde a meraviglia con il carboncino, permette tessiture notevoli con l'acquerello. Assorbe poco e quindi mantiene la brillantezza dei colori, asseconda il dettaglio e permette mescolanze interessanti. Comunque: prudenza sempre e... gentilezza! Ci hai fatto un'illustrazione molto interessante, quindi grazie e sappi che anch'io possiedo molte carte, in blocco e in fogli; ogni tanto mi chiedo a chi potrei lasciarle in eredità... Ciao e buon lavoro.

    RispondiElimina
  2. Io non ho mai teso la carta, non so come fare, e uso anche normali cartoncini; al massimo appiccico gli angoli con lo scotch di carta su qualche supporto, un po' meno imbarcata viene! Comunque hai reso degli ottimi consigli! Ciao, Arianna

    RispondiElimina
  3. Per motivi di economia uso solo la ingres fabriano...ho usato anche altre carte della fabriano in blocco, specifiche per l'acquerello, ma, oltre a essere costose, le trovo troppo difficili da usare...

    RispondiElimina
  4. Thank you so much, Mario, for your kind words of comfort, I appreciate it.

    I LOVE your work, BEAUTIFUL!

    RispondiElimina
  5. Grazie a tutti voi per i vostri commenti, Arianna prova a tendere la carta, è uno spettacolo vedere la forza della carta tesa che riesce persino a deformare i telai. E poi si lavora molto meglio.

    RispondiElimina
  6. Anch'io ho sperimentato diverse carte per acquerello, Canson, Arches, Fabriano etc.
    Dopo diverse esperienze sono arrivato alla decisione di utilizzare la carta Fabriano Artistico (100% cotone) 300gr. La utilizzo sia in blocchi che in fogli, in questo caso tagliandola a misura e tendendola su telaio come fai tu. La carta Artistico esiste anche extra white sia a grana fine che a grana grossa. Io trovo che sopporti egregiamente eventuali "correzioni" e che il rappoorto qualità / prezzo sia più che buono. Utilizzo anche saltuariamente la carta per Artisti Fabriano 50% cotone. Più economica, adatta per sperimentare nuove tecniche e nuovi colori.

    RispondiElimina
  7. Grazie Tito delle informazioni, io trovo ottima il cartoncino Fabriano satinata, che uso però pochissimo. La extra white invece non la conosco, e potrei provarla.

    RispondiElimina
  8. Da neofita dell'acquerello, vago per internet alla ricerca di acquisire tra le varie tecniche anche quella della tiratira della carta da disegno. E' ormai da un po' di tempo che leggo questo bellissimo blog e ho letto con molto interesse questo post. Il fatto è che ogni volta che bagno un foglio questo inizia a curvarsi e a fare delle bozze ingestibili. Quando poi cerco di adagiare il foglio sulla tavola da disegno c'è sempre una gobba che deforma la superficie. Se poi provo a fermare il foglio con delle strisce di carta gommata o scotch per pacchi alla tavola da disegno l'acqua del foglio fa si che la colla non faccia presa. E' evidente che qualcosa ancora mi sfugga :)

    RispondiElimina
  9. Ciao, grazie per il commento sul blog. Guarda che è molto più semplice di quanto sembri. Innanzitutto devi bagnare bene il foglio, nella vasca da bagno ad esempio con una bella doccia.Poi puoi incollarlo su telaio (come faccio io) oppure su tavoletta. Attenzione, se lo incolli su tavoletta, è bene che tu faccia una traccia a matita, con una riga, del foglio. Poi, con della colla vinilica, dei applicare un filo di colla lungo la traccia a matita che hai fatto sulla tavoletta (ovviamento a sul confine interno). Fai sgocciolare il foglio e applicalo sulla tavoletta facendo combaciare i lati con quelli tracciati sulla tavole. Premi leggrmente i bordi ed eventualmente tira leggermente il foglio con le due mani. anche se rimangono delle bolle non ti preoccupare, quando si asciugherà si tenderà come la pelle di un tamburo. Stessa cosa con il telaio, ma qui non hai bisogno di tracciare i bordi con la matita poichè i bordi sono quelli del telaio. chiaro? Se prendi un buon manuale, poi, è spiegato tutto molto bene. Ti sconsiglio la carta gommata, perchè primo non sitrova, secondo non garantisce un perfetto incollaggio

    RispondiElimina
  10. Grazie per la dritta.
    C'ho riprovato e devo dire che un piccolo passo avanti l'ho fatto. L'espediente della colla sembra aver dato i suoi frutti, anche se devo dire che e non l'ho trovato descritto altrove. Il foglio si è teso meglio di quanto abbia fatto in precedenza. Mi resta un dubbio, come sia possibile incollare con una striscia di scotch un foglio bagnato, l'acqua del foglio non permette che lo scotch faccia presa sulla sua superficie. E dire che è la soluzione più battuta. Provare a incollare il foglio prima e poi bagnarlo non da i risultati sperati. Il foglio se bagnato non riesce a espandersi, ma fa solo delle gobbe, e quando poi si asciuga torna alla sua forma originale, ma senza tendersi. Immagino che anche staccarlo necessiterà di accortezze...
    (Andrea)

    RispondiElimina
  11. Il foglio va sempre bagnato prima di incollarlo, perchè appena bagnato si espande. Quanto al nastro adesivo, l'unico nastro adatto è quello di carta con una superficie incollabile solo se bagnata (tipo francobollo per intenderci). E' unvecchio tipo di nastro che io non ho mai trovato in commenrcio, perchè ormai in disuso

    RispondiElimina
  12. Buongiorno,
    Mi chiamo Gian Crotti.
    avrei una curiosità da soddisfare.
    Ho trovato interessante il metodo da Lei descritto per tendere la carta su telaio (per altro poi ritrovato su un manuale di Ettore Maiotti).
    Ho eseguito ed il risultato è stato più che soddisfacente.
    Ora finito disegno ed acquerello, mi chiedo:
    1) Come si stacca la carta?? Si taglia col taglierino?
    2) Restano dei residui di colla e carta su telaio. Può essere riutilizzato seguendo lo stesso metodo??
    Perdoni la banalità delle domande,ma da neofiti,soprattutto ad una certa età,ogni minimo dubbio è un ostacolo.
    Nella speranza che possa trovare pochi minuti per rispondere, Le faccio i complimenti per i Suoi lavori (mi piace molto la sezione schizzi su taccuino).
    Distinti saluti
    gian crotti

    RispondiElimina
  13. Che bello leggere il tuo post, Mario, che mi riporta ai piaceri e ai tormenti dell'acquerello con tutte le su infinite variabili! Comunque a giudicare dai tuoi bellissimi lavori, la questione della carta appare più come un problema dell'artista, che può trarne più o meno diletto e soddisfazione, mentre il risultato finale per chi poi osserva e ammira il lavoro finito mi sembra in fin dei conti determinato in primo luogo dalla mano e dalla perizia di chi dipinge! Purtroppo io non posso aggiungere il mio contributo, poiché da tempo più che al vero e proprio acquerello mi dedico agli schizzi dal vivo, soprattutto per mancanza di tempo, e negli ultimi mesi sono stata molto discontinua anche in questi. Perciò la mia ammirazione per la tua costanza e il tuo impegno è ancora più grande!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie del tuo bel commento. E io ammiro molto i tuoi schizzi dal vivo!

      Elimina
  14. Buongiorno Mario.
    Seguo il tuo blog con tanto interesse: grazie di condividere la tua passione e il tuo percorso artistico!

    Ti scrivo perché leggendo questo post è stata una sorpresa per me scoprire che utilizzi carta a grana fine, ma forse c'è un equivoco di fondo... carta a grana fine equivale a dire carta satinata?
    Grazie mille e complimenti per i tuoi bellissimi lavori!

    RispondiElimina
  15. Grazie Luca! No carta a grana fine e carta satinata sono due carte diverse. Quella fina è molto meno liscia della satitana. Io non ho usato quasi mai la carta satinata, che però per certi lavori è magnifica.

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails